sabato 19 agosto 2017

Una libreria in una stanza: Not made in China

Salve a tutti, lettori!

Oggi ci parlo di un libro che definirei INASPETTATO...


Not made in China è un libro di Claudia Vitali, edito da Foschi, che io possiedo in versione digitale. Purtroppo, nel trasferimento dal vecchio al nuovo reader, deve essersi danneggiato il file; il libro, infatti, consta di sole 19 pagine... 
Letta la prima pagina avevo già deciso di non dargli due lire...mi sono ricreduta velocemente!
La protagonista, Luna, è una diciassettenne italo cinese che non ha mai conosciuto il padre e, dopo un iniziale convivenza con la madre, viene abbandonata anche da quest'ultima e si trova quindi costretta ad andare a vivere con i parenti più prossimi viventi, ovvero la sorella del padre e la sua famiglia. Il libro si presenta da qui come una struggente e delicata lettera che Luna scrive al padre mai conosciuto.

Lo stile epistolare mi è sempre piaciuto e in questo testo l'autrice sa ben rendere ka composizione adolescenziale. Il testo della lettera appare delicatissimo nell'esprimere i sentimenti e il dolore di Luna per il trattamento riservatole. 

I personaggi sono tratteggiati rapidamente, con pennellate decise e nette, ma l'immagine che ne resta al lettore è chiara e convincente.

Dovrò procurarmi il testo completo per poter confermare l'impressione positiva! Per ora

Stelline ★★★★☆

CITAZIONI ***ATTENZIONE SPOILER***

• Non è bello svegliarsi ogni mattina senza sapere perchè esisto e non avere nessuno a cui raccontarlo. Quando mi spaccavo il cuore contro un mucchio di pensieri trust, eri tu a strapparmeli di dosso. A volte sei cosí reale, sembra impossile non averti mai incontrato. Chissà se sei ancora vivo. Me lo chiedo spesso, ma i miei quesiti si sfasciando sempre contro un inferno di misteri.

• Credono che io non sia niente di speciale. In fondo non sono poi tanto male, basterebbe una chiacchierata per capirmi, ma la parola mi viene concessa soltanto di rado.

• Invece è la mia pelle gialla ad andargli stretta, proprio non la digerisce. Forse nemmeno mia zia mi sta accettando come Dio comanda. Caro papá, vorrei che mi amassero. Mi sento sola. Ho paura. Precipito in un nulla che tende la mano per disintegrarsi. Nessuno ha intenzione di proteggersi. Avrei bisogno di una carezza, soltanto questo.

• L'orco dai muscoli gonfi nona diritto di farmi sentire un'estranea nel mio paese. Un ristorante ciinese, ecco il posto più orientale dove sono mai stata. Dovrei sputargli addosso uno schizzo gelido di rancore. Mi sento una vigliacca, la lingua non ce la faccio proprio a sbloccarla. Purtroppo mi accade spesso di non riuscire a rispondere per le rime agli insulti. Cosí poi pensano che non me ne freghi niente delle loro parole, che come una cascata usciranno da me, svuotandoli. Invece rimangono dentro, un cancro che rode. I sintomi? Sensazione di inadeguatezza e voglia di fuggire via.





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